Cosa è cambiato

 La crisi sanitaria provocata dal covid-19 in Italia ha investito le nostre vite in modo improvviso e imprevedibile mostrandoci come nessuno fosse preparato ad affrontare un’emergenza come quella che stiamo attraversando in questo periodo. La reazione iniziale è stata quanto meno confusa e incerta da parte delle istituzioni, non erano disponibili abbastanza informazioni e la nuova epidemia appariva come qualcosa di lontano dalla nostra vita che non poteva certo influenzare il modo in cui vivevamo. Tuttavia la situazione è peggiorata rapidamente e improvvisamente ci siamo ritrovati in pieno lock down, in cui anche le attività più semplici ed abitudinarie erano fortemente regolate e difficili da compiere.

Questo cambiamento repentino ha avuto un impatto enorme sulla nostra routine, il lavoro e l’educazione, specialmente, hanno affrontato i cambiamenti più drastici. Come advisor, insegnanti e educatori molto del nostro lavoro si basa sulla compresenza che ci permette di interagire con i nostri studenti, monitorare il loro benessere e ricevere aggiornamenti sul lavoro che stanno portando avanti. Questo è cambiato interamente una volta iniziato il periodo di lock down in cui ci è stato impossibile incontrarci di persona e abbiamo quindi dovuto rivedere il modo in cui comunicavamo gli uni con gli altri.

In Big Picture Learning Italia abbiamo affrontato numerose sfide sia personali che tecnologiche, per esempio abbiamo lavorato molto nell’acquisire le giuste competenze per usare le nuove piattaforme a nostra disposizione, nell’assicurare un accesso stabile per studenti ed insegnanti ai mezzi necessari per rendere possibile la didattica a distanza.

In più è stato necessario impare nuovamente a interagire gli uni con gli altri e adattarci ad una forma di comunicazione che è necessariamente mediata e deve avvenire attraverso dispositivi con schermi e microfoni.

Come ci siamo adattati

Tutto sommato, le sfide sono state affrontate con estrema collaborazione da parte di studenti e insegnanti, tutti si sono resi disponibili a cambiare le proprie abitudini e ad adattarsi a questo nuovo modo di vivere ed imparare. La cosa più toccante di questa esperienza, qui in Italia, è stata la risposta entusiasta di tutte le persone coinvolte che hanno deciso di lavorare insieme per realizzare questo esperimento di didattica digitale. Ancora più sbalorditivo è stato il legame tra le persone che ne è uscito rafforzato e la disponibilità di ognuno di fare la propria parte per garantire una transizione efficace.

A cambiare profondamente è stato anche il modo in cui passiamo il tempo insieme, le riunioni dello staff sono organizzate in modo meticoloso ed efficiente per permettere a tutti di partecipare, anche in base ai propri impegni famigliari. Le advisory hanno a loro volta subito delle modifiche, fortunatamente anche queste sono diventate momento di apprendimento per gli studenti e le advisor che hanno imparato come comunicare bene, come lasciare a tutti spazio per esprimersi e superare la timidezza iniziale. In alcuni casi piccoli gruppi di studenti sono stati creati all’interno delle advisory per assicurare che tutti potessero interagire, condividere aneddoti e mantenere le relazioni nate in precedenza, le quali sono incredibilmente importanti in questo periodo.

Abbiamo anche avuto la possibilità di scoprire quanto meraviglioso fosse passare ogni venerdì mattina lontani dalle lezioni e dai compiti per svolgere insieme - staff e studenti- dei giochi per ritrovarsi e lasciar andare un po’ dello stress accumulato.

Un’altra componente del nostro lavoro che ha dovuto subire delle importanti modifiche a causa della situazione è stata il coinvolgimento nella nostra comunità. Tutte le attività pianificate sono state rimandate e di conseguenza molto di questo tempo è stato dedicato a riflettere sui cambiamenti che la nostra società sta affrontando. Per esempio, come scuola, abbiamo contattato infermieri e dottori del nostro ospedale locale per provare a capire come hanno gestito una situazione così inaspettata, come il loro lavoro è cambiato e quali erano i sentimenti che provavano vivendo questa nuova realtà.

Come abbiamo lavorato con il nostro network

Anche se inizialmente ci sono state delle battute d’arresto, alcune attività si sono inserite senza intoppi nella nuova routine, infatti alcuni dei professionisti che fanno parte del nostro network hanno messo a disposizione un po’ del loro tempo per incontrare i nostri studenti e proporre temi che stimolassero i loro interessi. Abbiamo avuto la possibilità di incontrare alcune delle persone che più ci hanno supportato negli ultimi anni, proprio loro sono riusciti ad accendere delle scintille di interesse negli studenti, per esempio uno degli ospiti ha condiviso con noi il tema delle fake news, dando vita ad una discussione su come queste abbiano influenzato il nostro approccio alla pandemia e ad altre notizie sensazionali che incontriamo ogni giorno sui social media.  

Abbiamo anche organizzato un meeting con un paio di Slide Queens. Dato che una delle persone che più ha collaborato con noi negli ultimi anni è una visual designer e che, insieme alla sua partner, ha deciso di salvare il mondo dalle slide brutte, abbiamo chiesto loro di venire a trovarci per rispondere ad alcune delle curiosità che gli studenti avevano sulle presentazioni e su come renderle accattivanti. Incontrare entrambe è stata un’esperienza arricchente per gli studenti i quali hanno posto tutte le domande che avevano su presentazioni, comunicazione, uso di immagini e colori e tutto ciò che servirà loro per creare delle presentazioni spettacolari da condividere durante le exhibition.

Gli studenti stanno ancora collaborando con una delle nostre più grandi supporter, una fundraiser che ha fondato il progetto Kidraiser e sta aiutando i nostri studenti a raccogliere fondi da reinvestire nella scuola, l’appuntamento con lei è diventato settimanale ed atteso da tutti. Con lei i ragazzi stanno imparando a lavorare come un team condividendo le responsabilità e a suddividere il lavoro in base alle proprie capacità.

Cosa abbiamo imparato

Questa crisi in cui ci siamo trovati è stata una grande opportunità per imparare quali possibilità le nuove tecnologie ci offrono e rivedere il modo in cui ci approcciamo allo studio e all’insegnamento. Questa esperienza ha cambiato radicalmente il modo in cui ci relazioniamo a concetti come distanza, relazioni e lavoro al punto tale che questi hanno cominciato ad assumere nuovi significati e una rinnovata importanza. 

Al momento è quasi impensabile abbandonare tutto ciò che abbiamo imparato ad usare, di certo la competenza acquisita nell’uso delle piattaforme digitali assumerà un ruolo centrale nella didattica nei prossimi anni, sicuramente avere un unico spazio condiviso da utilizzare ha reso la vita di tutti un po’ più semplice! Speriamo di mantenere anche i legami creati in questo periodo, infatti, incontrare altri membri del network Big Picture per condividere consigli e suggerimenti ha avuto un valore incredibile.

Creare e mantenere vive le reti si è dimostrato essere molto importante per il nostro lavoro e per l’identità che vogliamo conservare in quanto scuola Big Picture, tutte le persone che ci hanno supportato negli anni sono riuscite a partecipare nel rendere speciale questa esperienza per tutti i ragazzi.

In fine, non importa cosa il futuro abbia in serbo per noi, lo affronteremo sapendo di essere capaci di adattarci e dare il meglio di noi stessi come abbiamo fatto in questi mesi, quindi continueremo ad affrontare il futuro con speranza e la mente sempre aperta.